Amore omosessuale nel simposio

marzo 10, 2010 scritto da Stefania Berutti
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Il termine “amore omosessuale” non è corretto per designare il tipo di legame che intercorreva, nella cultura greca, tra persone dello stesso sesso.
Si trattava, più precisamente, di pederastia, dal momento che riguardava i giovani adolescenti e i loro maestri o pedagoghi, o, più in generale, persone più anziane. La relazione amorosa, che prevedeva anche rapporti fisici, si configurava all’interno di un percorso di paidèia (l’educazione del giovane, del pàis), in cui l’erastés (l’amante) doveva essere più anziano dell’eròmenos (l’amato) affinché fosse chiaro il rapporto di scambio di esperienza non solo fisica ma anche intellettuale. Un esempio famoso è quello di Alcibiade, come lo racconta lui stesso irrompendo nel Simposio dell’omonimo dialogo di Platone: il famoso stratega rievoca il rapporto erotico tra lui e Socrate, quando questi lo seguiva nel percorso educativo. Solitamente, anche le scene omoerotiche tra partecipanti a un simposio vedono coinvolti uomini di età diverse.
La stessa cosa avveniva in ambito femminile, a questo proposito è noto il rapporto di Saffo con le fanciulle da lei educate nel thìaso di Lesbo.

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