Archeologia subacquea in Maremma

febbraio 21, 2011 scritto da Redazione
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Negli ultimi decenni l’indagine archeologica subacquea italiana ha congiunto l’esigenza di conoscenza scientifica a quella della tutela dei reperti sottomarini. Ultimamente, infatti, si è andata malauguratamente intensificando la ricerca archeologica abusiva da parte di ignoti clandestini il cui scopo è la caccia al reperto e non quello di studiare i relitti, contestualizzandone data, causa e natura.
Di particolare interesse risulta -per l’archeologia toscana- l’isola del Giglio che, a notevoli insediamenti in terra ferma, unisce alcuni importanti ritrovamenti subacquei. Il nostro video si sofferma in particolare sul relitto di Giglio Porto, posto a 40m di profondità, databile al 200 d.C. e riguardante una nave di 15 per 5m, che trasportava un carico di anfore “africane grandi” prodotte nell’attuale Tunisia (donde la nave proveniva).
Il relitto è stato indagato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana in 4 campagne di scavo subacqueo, svoltesi fra il 1984 e il 1988, mentre i reperti sono stati poi esposti nella restaurata Rocca Pisana a Giglio Castello.
Il video illustra le complesse procedure di sicurezza adottate per uno scavo, come quello di Giglio Porto, effettuato a notevole profondità; illustra inoltre le principali fasi di scavo (fino al ritrovamento, a poppa, dell’antica gambusa, ricca di vasellame), i principali metodi di rilevamento e scavo del relitto e quelli di restauro, inventariamento e studio dei singoli reperti.

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