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	<title>archeologica toscana &#187; H</title>
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	<description>Sezione Didattica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana</description>
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		<title>Halbherr, Federico</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 15:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Archeologo ed epigrafista italiano, il suo nome è legato agli scavi di Creta. A Gortina scoprì la grande iscrizione in lingua dorica con le c.d. "leggi" sul diritto familiare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[Rovereto, 15 febbraio 1857 – Roma, 17 luglio 1930] Archeologo ed epigrafista italiano, il suo nome è legato agli scavi di Creta, dove compì fondamentali ricerche. Studiò dapprima a Vienna, dove ebbe fra i suoi compagni di studi Paolo Orsi. Fu poi allievo di Domenico Comparetti all&#8217;Università di Roma, dove più tardi (1889) divenne professore di epigrafia greca. Alla sua scuola si formarono fra gli altri Gaetano de Sanctis, Luigi Pernier e Margherita Guarducci che ne completò l&#8217;opera dopo la morte. Compì importanti esplorazioni a Creta (Festo, Gortina e Hagia Triada), tutte puntualmene documentate nelle numerose pubblicazioni. Fu il  direttore della Missione Archeologica Italiana a Creta e nel 1909 fondò la Scuola Archeologica Italiana di Atene, per la quale scelse Pernier come primo Direttore.<br />
Fra le sue scoperte, importantissima per la conoscenza della società dell&#8217;antica Grecia è una grande iscrizione in lingua greca (dorica) della fine del VI e l&#8217;inizio del V secolo a.C., contenente le cosiddette &#8220;Leggi di Gortina&#8221; sul diritto di famiglia (campagna degli anni 1884-1887 a Gortina).<br />
Fondamentale, inoltre, il lavoro svolto in Libia nei primi decenni del &#8216;900 alla direzione della Missone Archeologica per gli scavi di Cirene. </p>
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		<title>Hephaistèion</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempio dorico dedicato a Efesto (Hephàistos) e ad Atena, eretto su una bassa collina sul lato ovest dell'agorà di Atene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempio dorico dedicato a Efesto (<em>Hephàistos</em>) e ad Atena. L&#8217;edificio, eretto su una bassa collina sul lato ovest dell&#8217;agorà di Atene, è stato a lungo identificato dagli studiosi con il tempio dedicato a Teseo (<em>Thesèion</em>), ma la puntuale lettura di Pausania ha permesso la corretta attribuzione. Il tempio venne iniziato nel 449 a.C. e la decorazione scultorea fu eseguita in varie fasi; i frammenti riferibili ai frontoni sono di discussa attribuzione, mentre le metope raffigurano le imprese di Eracle e di Teseo. I fregi rappresentavano divinità e scene di battaglia (lato Est) e la centauromachia (lato Ovest) cui partecipava nuovamente Teseo. </p>
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		<title>Himàtion</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mantello di lana usato dagli antichi Greci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine greco indica un mantello, generalmente di lana, costituito da un grande rettangolo di stoffa che, partendo dalla spalla sinistra, veniva drappeggiato intorno alla persona.</p>
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		<title>Horus</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 15:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la leggenda osiriana Horus era figlio postumo di Osiride e di Iside; sua madre lo avrebbe allevato nelle 
paludi per nasconderlo al malvagio Seth.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la leggenda osiriana Horus era figlio postumo di Osiride e di Iside; sua madre lo avrebbe allevato nelle paludi per nasconderlo al malvagio Seth. Divenuto adulto Horus provocò a combattimento Seth il quale, durante la lotta, gli strappò un occhio; ma Horus riprese il proprio occhio, vinse Seth e lo evirò. L’assemblea degli dei pose allora Horus sul trono di suo padre ed egli divenne l’antenato di tutti i sovrani egiziani, i quali non erano altro, di volta in volta, che l’”Horus vivente” e questo carattere divino assicurava la legittimità del regno.</p>
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		<title>Hybris</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 09:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il termine greco indica un’affezione dell’animo che ingenera un comportamento sprezzante del timore e del rispetto dovuto agli dèi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine greco indica un’affezione dell’animo che ingenera un comportamento sprezzante del timore e del rispetto dovuto agli dèi. Tale atteggiamento porta ad azioni efferate e di volta in volta si macchiano di <em>hybris</em> i mostruosi giganti che tentano di scalare l’Olimpo, umani che sfidano gli dèi (Aracne che ritiene di saper tessere meglio di Atena, oppure Niobe che si vanta dei numerosi figli rispetto ai due gemelli di Leto), eroi che uccidono in preda alla follia o che agiscono d’impulso. Per tutti la punizione è esemplare.</p>
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		<title>Pittore di Heidelberg</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 14:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Autore di una sessantina di coppe attiche a figure nere tra il 570 e il 550 a.C.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Autore di una sessantina di coppe attiche a figure nere tra il 570 e il 550 a.C.</p>
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		<title>Vasi di Hadra</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 08:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Berutti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vasi rinvenuti in abbondanza nella necropoli di Hàdra presso Alessandria d'Egitto. Datati al III sec. a.C. sono un ritorno alle figure nere ma con carattere animalistico e floreale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vasi di produzione alessandrina (III sec. a.C.), rinvenuti inizialmente, in abbondanza, nella necropoli di Hàdra (presso Alessandria d’Egitto). Segnano un ritorno all’antica tecnica delle figure nere, pur nel carattere quasi esclusivamente animalistico e floreale delle minute e raffinate decorazioni.</p>
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