Exekìas
Ceramografo e ceramista attico attivo fra il 550 ed il 530 a.C. Pur dipingendo esclusivamente nella tecnica delle figure nere, è ormai accertato che nella sua bottega furono effettuati i primi esperimenti di tecnica a figure rosse. La figura di Exekias, come vasaio prima e come pittore poi, appare strettamente legata a quel vasto e compatto gruppo di artisti, denominato come “Gruppo E”, che, tra la metà e l’ultimo scorcio del sesto secolo, operò una netta e consapevole rottura della tradizione e della maniera artistica.
I lavori di Exekias si distinguono per la grandiosità della composizione, la padronanza del disegno e la fine caratterizzazione, in grado di trascendere le severe limitazioni espressive imposte dalla tecnica a figure nere.
Sia come ceramografo che come ceramista fu un innovatore, in grado di immaginare nuovi temi, di sperimentare nuove forme vascolari. A Exekias, infatti, è attribuita l’introduzione della kylix del tipo A e “ad occhioni”, dell’anfora di tipo A e dell’anfora a collo distinto; in qualità di pittore concepì tecniche innovative ed insolite, come quella di passare una mano di vernice color rosso corallo come sfondo, per intensificare la resa cromatica.
Undici sue opere firmate sono sopravvissute mentre circa altre 25, tra vasi e pinakes, gli sono attribuite. Uno dei suo celebri lavori è un’anfora, ora ai Musei Vaticani, che ritrae Aiace e Achille intenti in un gioco da tavolo (forse dadi o astragali). Vi si leggono, in forma metrica, le parole: “Eksekias egraphse m’kapoiesen” (”Exekias mi fece e mi dipinse”)
Anche altri lavori ritraggono scene dalla guerra di Troia, come l’uccisione di Pentesilea da parte di Achille o i preparativi del suicidio di Aiace per non aver ricevuto le armi di Achille. Proprio il frequente riferimento al personaggio di Aiace ha fatto supporre che Exekias fosse originario dell’isola di Salamina, patria dell’eroe.
Un altro intenso capolavoro è una kylix “a occhioni”, il cui tondo interno ritrae Dioniso che veleggia su un mare rosso corallo solcato dai delfini, nell’episodio ispirato all’inno omerico dedicato al dio. Vi si legge la firma: “Eksekias m’epoiesen” (”Exekias mi fece”).
Commenti
Lascia un commento:


