Ginnasio e palestra

giugno 5, 2010 scritto da Redazione
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Atleti impegnati in prove agonistiche compaiono spesso su immagini vascolari attiche a figure nere e a figure rosse. Le prime risultano sovente imperniate su individui adulti e sembrano sottolineare la forza e l’agilità (particolarmente nel caso di pugili e lottatori), mentre le altre conferiscono evidenza sempre maggiore a figure di giovani che praticano discipline in cui la forza fisica appare combinata con un armonioso sviluppo del corpo. L’ambientazione delle scene dipinte a figure rosse rimanda al ginnasio e alla palestra; circostanza non casuale, se si tiene presente l’importanza del ginnasio nel quadro dell’educazione degli efèbi  (i giovani che, raggiunti i diciotto anni, venivano chiamati a compiere il servizio militare) e, più in generale, della vita della pòlis. Resoconti di eventi sportivi ci sono noti attraverso i poemi omerici: nel XXIII libro dell’Iliade vengono descritti i giochi funebri indetti per commemorare Patroclo, e nell’VIII dell’Odissea Ulisse coglie l’occasione per dimostrare le sue qualità atletiche ai giovani Feaci. E tuttavia, appare chiaro che in quei casi non si tratta ancora di allenamenti, né di vere e proprie competizioni organizzate.

Il ginnasio e la palestra

La comparsa del ginnasio come istituzione, nel VI sec. a.C., è la conseguenza dell’affermarsi dell’esercizio atletico come parte integrante del sistema educativo.

La destinazione basilare del ginnasio riguardava le discipline ‘leggere’ (la corsa, il salto, il lancio del disco e del giavellotto); la palestra era invece un edificio destinato all’allenamento fisico per le gare ‘pesanti’ (la lotta, il pugilato, il pankràtion). È da notare peraltro che, almeno in una parte delle fonti letterarie antiche, l’uso dei termini ‘ginnasio’ e ‘palestra’ risulta abbastanza elastico. Quanto alle discipline leggere, la corsa era praticata in uno xystòs, una pista coperta, o all’aperto in una paradromìs; ciò che occorreva per il salto erano una corsia per la rincorsa e una fossa ripiena di sabbia, detta skàmma. L’area (rettangolare) in cui avveniva il lancio del giavellotto era chiamata balbìs.

L’organizzazione della palestra

Una descrizione accurata della palestra si deve all’architetto romano Vitruvio (De architectura V 11,127). Costui osserva che la palestra si organizza intorno a un cortile circondato da portici, alle spalle dei quali si trovano esedre con banchine e ambienti con funzioni specifiche. Sebbene Vitruvio scriva in epoca augustea, la sua trattazione trova numerosi punti di riscontro nei complessi ellenistici, i cui caratteri fondamentali sembrano, a loro volta, concordare con la descrizione di strutture di maggiore antichità.

Fra i locali della palestra, l’apodytèrion fungeva da spogliatoio e l’ephebèion era, con probabilità, una sorta di ritrovo per i frequentatori; nel konistèrion gli atleti si cospargevano di polvere prima dell’esercizio, mentre nel korykèion venivano probabilmente praticati esercizi con un kòrykos, un sacco riempito di sabbia (o con miglio o farina, come raccomanda lo scrittore di medicina Antillo) con funzione di “punchbag”. L’elaiothèsion viene interpretato come luogo per il deposito dell’olio, che com’è noto svolgeva un ruolo importante nell’atletica (gli atleti, specialmente i lottatori, usavano ungersi il corpo prima dell’esercizio); il loutròn era l’ambiente destinato al bagno. Il cortile era coperto da sabbia fine, e al suo interno si esercitavano coloro che praticavano la lotta.

Il ginnasio e la pòlis: il caso di Atene

I ginnasi delle città greche erano strutture profondamente inserite nella vita urbana e potevano acquisire funzioni secondarie: ad Atene, pur restando la connotazione atletica quella dominante per tutto il periodo pre-ellenistico, essi divennero teatro di parate di cavalleria e di esercizi militari, ospitarono mostre e banchetti; ma, soprattutto, furono luogo dell’educazione degli efèbi e sedi di scuole filosofiche, in cui presero forma le principali tendenze di pensiero. Platone fondò la sua scuola nella zona occupata dal ginnasio dell’Accademia; Aristotele e Antìstene, rispettivamente, nei ginnasi del Liceo e in quello di Kynòsarges; documenti epigrafici testimoniano altresì scholài (corsi, secondo un’interpretazione data alla parola) e akroàseis (forse conferenze) svolti nei ginnasi, che in epoca tarda si accrebbero di strutture adatte a tali nuovi requisiti, come biblioteche e sale di lettura.

Quanto all’ambiente naturale che serviva da cornice ai ginnasi, sappiamo dagli autori antichi che i tre principali di Atene si trovavano presso boschi ombreggiati e bagnati da ruscelli, connessi con qualche culto. Nel Liceo, situato secondo scrittori antichi in prossimità della sorgente dell’Eridano e della fontana di Panope, c’era un santuario di Apollo; nell’area dell’Accademia, il ginnasio più antico e prestigioso, che prendeva nome dall’eroe Akàdemos, erano venerate, fra le altre, divinità come Athèna, Efesto e Hermés. Il ginnasio di Kynòsarges, il più recente e il più modesto, sulle sponde dell’Ilisso nella zona sud-orientale di Atene, era stato fondato in onore di Eracle. Lo stesso Eracle e Hermés per altro erano, per eccellenza, i patroni della palestra o del ginnasio.

Per quanto menzionati a più riprese dalle fonti, i ginnasi di Atene restano poco conosciuti. La loro funzione come strutture pubbliche svolse un ruolo nei programmi edilizi di vari uomini politici: così, nel V sec. a.C. l’Accademia risentì favorevolmente dell’intervento di Cimone, in qualità di benefattore privato, mentre il Liceo, secondo Teopompo fondato da Pisìstrato, si giovò dell’intervento di Pericle. Si ricorderà anche che, su un piano più generale, un programma promosso nell’avanzato V sec. a.C. dallo statista ateniese Licurgo fece sì che gli agoni ginnici fossero trasferiti dall’agorà, del cui impiego al riguardo siamo informati attraverso recenti scoperte archeologiche, in un nuovo stadio panatenaico. Allo scorcio del IV sec. a.C., gli impianti connessi con l’atletica ricevettero un aspetto più monumentale.

I ginnasi ateniesi erano strutture aperte a tutti i cittadini e controllate da funzionari pubblici sulla cui organizzazione, purtroppo, sappiamo ben poco; integrati da una palestra, essi costituivano una struttura completa per l’atletica. Esistevano tuttavia anche palestre indipendenti, destinate evidentemente ai soli sport di combattimento, che potevano essere anche di proprietà privata. Strutture siffatte necessitavano ovviamente d’acqua, un’esigenza che concorre a spiegare la loro ubicazione: i bagni d’età classica erano non di rado corpi aggiunti di edifici atletici, o elementi di strutture più grandi; ma nel periodo più antico, come mostrano le immagini vascolari, gli apprestamenti per l’igiene personale si limitavano con probabilità a semplici bacini.

Un esempio di ginnasio: Delfi

Il più antico ginnasio finora conosciuto è quello di Delfi, risalente al IV sec. a.C. Come il ginnasio di Olimpia, sede di un altro importante santuario, anche quello di Delfi era prevalentemente concepito in funzione sportiva, per competizioni che si tenevano in concomitanza con le feste religiose, anche se non mancano attestazioni del suo ruolo come luogo di formazione intellettuale, oltre che fisica. A Delfi il ginnasio occupa due terrazze sovrapposte, lunghe rispettivamente 200 e 60 m circa. Nella terrazza superiore si trova lo xystòs, un portico di 186 x 9 m con colonne disposte sul lato occidentale, che ospitava la pista coperta; in posizione parallela a esso è situata la paradromìs. Alle estremità della paradromìs, sono state rinvenute lastre contenenti fori per i paletti di delimitazione di tre corsie e una scanalatura, connessa probabilmente con la linea di partenza per la corsa. Nella terrazza inferiore si trova il loutròn, organizzato all’aperto intorno a una piscina circolare del diametro di oltre 10 m e profonda 1,90, e fornito di vasche rettangolari addossate al muro di contenimento della terrazza superiore. A fianco del loutròn si conservano le fondazioni della palestra, un edificio costruito intorno ad un cortile circondato da portici che soltanto su due lati davano accesso a ulteriori ambienti. Le terme furono aggiunte al ginnasio in età romana.

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