La raffigurazione dello spazio urbano nella ceramica greca

giugno 5, 2010 scritto da Redazione
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4 – Altre strutture

Porte urbiche, fontane e case risultano, dunque, le uniche strutture architettoniche di rilievo che i ceramografi attici raffigurano integralmente con una certa frequenza. Altre scene integrano l’immagine sostanzialmente semplificata che i ceramografi attici restituiscono dello spazio urbano di una pòlis greca. Esterne allo spazio urbano vero e proprio ma a esso intimamente correlate risultano le aree cimiteriali. Su lèkythoi a fondo bianco (normalmente deposte in tombe) non mancano semplici raffigurazioni di monumenti sepolcrali. Sulla lèkythos a fondo bianco n. inv. 4238, del Pittore di Sabouroff, databile al 450-440 a.C. circa (SALA 14) il monumento funerario si presenta sotto la forma di una semplice stele coronata da una ghirlanda e sorretta da una base a tre gradini (sui gradini poggiano una lèkythos e una corona). Ancora ai margini dell’impianto urbano vero e proprio, in aree libere e aperte, è verosimilmente ambientata la scena sul lato B dell’anfora a figure nere n. inv. 3773, del Pittore Castellani, databile al 560-550 a.C. circa (SALA 11): spettatori vivacemente gesticolanti gremiscono un palco ligneo evidentemente provvisorio e assistono a una gara sportiva, una corsa di carri (risultano raffigurati la colonna “dorica”, la meta intorno alla quale girano i carri, e il grosso trìpode, premio per il vincitore).

BIBLIOGRAFIA GENERALE DI RIFERIMENTO

R. MARTIN, L’Urbanisme dans la Grèce antique, Paris 1956
E. GRECO-M. TORELLI, Storia dell’urbanistica. Il mondo greco, Bari 1983
R. MARTIN, Architettura greca, Milano 1980
P. E. OLIVER SMITH, Architectural Elements on Greek Vases before 400 B.C., Ann Arbor 1981
F. PESANDO, La casa dei Greci, Milano 1989

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