Maetzke, Guglielmo
Guglielmo Maetzke (Firenze 21 luglio 1915-19 marzo 2008)
Nato a Firenze da famiglia originaria della Pomerania . Si laurea nel 1938 con una tesi su Firenze romana che gli vale la lode e la pubblicazione. Frequenta la Scuola di Perfezionamento in Archeologia dell’Università di Roma. Dopo il congedo militare nel 1945 entra nella Soprintendenza delle Antichità d’Etruria dove intraprende una felice carriera che lo porterà da salariato temporaneo fino alla carica più alta di Soprintendente. Nei suoi anni di Ispettore pubblica numerosi lavori sulle antichità romane di Firenze e si occupa di edizioni di materiali. Nel 1958 il Ministero gli affida la reggenza della Soprintendenza Archeologica delle Province di Sassari e Nuoro, appena istituita. Nel 1966 è però trasferito a Firenze come Soprintendente Archeologo della Toscana e dopo poco più di un mese dal suo arrivo affronta l’alluvione che porta danni immensi al Museo Archeologico di Firenze. Sotto la sua supervisione viene organizzato un nuovo laboratorio di restauro di cui provvede a rendere pubbliche le nuove acquisizioni dovute agli importanti interventi sui materiali alluvionati. Il ripristino e la riorganizzazione del museo archeologico diventano il punto centrale del suo programma di Soprintendente; egli segue personalmente i lavori di scavo ad Arezzo, Roselle e Volterra, così come la riorganizzazione e l’ampliamento della rete museale della Toscana. L’impegno di archeologo si collega a quello politico e nel 1970 viene eletto al Consiglio Superiore per le Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1977 nel Consiglio Nazionale. Nel 1983 il pensionamento lo sottrae agli impegni istituzionali ma non lo allontana dal lavoro di ricerca scientifica. Nella sua ricca bibliografia si leggono titoli che spaziano dall’arte etrusca a quella medievale; importanti i lavori sul teatro di Volterra e sugli scavi di Arezzo.
Riferimento bibliografico: G. Camporeale, Guglielmo Maetzke, Archeologo e lucumone, Annuario 2006-2007 dell’Accademia Etrusca di Cortona, Cortona 2008, pp. 9-17.
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