Nascita e formazione del Museo Egizio di Firenze
Un nuovo museo
Nel 1832 era intanto stata acquistata dal Granduca Leopoldo II la collezione di reperti egizi che il Ricci aveva formato durante una precedente permanenza in Egitto, ma soltanto nel 1855 fu istituito formalmente il Museo Egizio di Firenze, in via Faenza, riunendo il materiale delle collezioni medicee e quello della Spedizione Franco-Toscana. Dopo vari decenni di stasi, nel 1880 l’egittologo piemontese Ernesto Schiaparelli, futuro direttore del Museo Egizio di Torino, fu incaricato di trasferire e allestire il Museo Egizio di Firenze nell’attuale sede, insieme al Museo Archeologico, in via della Colonna. Le vetrine e le sale furono decorate in stile egizio, immaginate come rovine di antichi templi sotto un cielo stellato; il Museo Egizio fu inaugurato alla presenza del re Umberto I di Savoia e della regina Margherita: i loro nomi, scritti in geroglifici entro cartigli, decorano l’orlo dei soffitti delle sale, mentre una iscrizione geroglifica composta da Schiaparelli per commemorare l’avvenimento è dipinta nella seconda e nella terza sala del Museo.
Con Schiaparelli le collezioni egizie fiorentine ebbero un nuovo notevolissimo incremento, grazie ai suoi scavi e acquisti effettuati in Egitto (spedizioni del 1884-1885 e del 1891-1892): l’egittologo cercò di riempire alcune lacune della collezione, raccogliendo molti oggetti di vita quotidiana e di Epoca Preistorica. Durante la sua direzione il Museo ebbe una importante acquisizione: nel 1891 era stato infatti scoperto a Tebe Ovest il secondo importante ripostiglio di Deir el Bahri, dove erano stati nascosti numerosi sarcofagi appartenenti ai grandi sacerdoti di Amon della XXI e della XXII dinastia. Il Governo Egiziano, impossibilitato a conservare tutti i reperti, decise di donare un lotto di sarcofagi a ogni nazione che all’epoca vantasse un importante Museo Egizio nel proprio territorio: Schiaparelli fece in modo che il lotto donato all’Italia arrivasse a Firenze.
Con il trasferimento di Schiaparelli a Torino nel 1894, il museo fiorentino rimase senza un egittologo fino agli anni ‘30 del secolo scorso. L’ultimo gruppo di raccolte pervenute al museo consiste in donazioni di privati e di istituzioni scientifiche; in particolare sono da ricordare i reperti donati dall’Istituto Papirologico “G. Vitelli” di Firenze, provenienti dagli scavi effettuati in Medio Egitto a El Hibeh e ad Antinoe tra il 1934 e il 1939. Fra questi reperti è presente la collezione di stoffe di Epoca Copta, una delle più ricche e importanti del mondo, per quanto riguarda la famosa produzione tessile della città di Antinoe. La collezione di stoffe copte è stata oggetto nel 1998 di una grande mostra organizzata a Firenze dal Museo Egizio e dalla Provincia di Firenze, momento finale di un gemellaggio europeo tra il museo fiorentino e il Louvre di Parigi.
Il MEF oggi
Le sale che ospitano il Museo Egizio nel Palazzo della Crocetta si trovano al primo piano e sono undici, con notevoli raccolte di stele, vasi, usciabti, amuleti, frammenti parietali, sarcofagi e bronzetti di varie epoche; dopo l’ingresso e lo scalone si entra nella prima sala, dedicata al materiale preistorico, dell’Antico Regno e in parte del Medio Regno, che viene invece presentato nella seconda sala; dalla terza alla settima sala è esposto materiale databile al Nuovo Regno. Alla vecchia sistemazione ideata da Schiaparelli si sta a poco a poco sostituendo il nuovo allestimento, ordinato cronologicamente e per quanto è possibile topograficamente. Per il momento rimane soltanto la sala VIII con l’originale allestimento ottocentesco, dedicata come la nona sala al materiale di Epoca Tarda; le ultime due sale sono attualmente in fase di ristrutturazione: presenteranno i reperti di Epoca Greco-Romana e quelli di Epoca Copta. E’ da segnalare infine una importante raccolta di calchi in gesso della fine dell’ottocento, la maggior parte dei quali è stata ricavata da reperti conservati al Museo Egizio del Cairo, e che la mancanza di spazio ha sempre impedito di esporre; sono conservati nei due depositi del museo fiorentino, insieme a moltissimi dei 14.500 reperti egizi che non trovano spazio nelle sale espositive.
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Commenti
6 commenti su Nascita e formazione del Museo Egizio di Firenze
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Paola Bray il
8 mar 2010 18:27
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Elio Nizzoli il
17 giu 2010 17:02
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Daniele Salvoldi il
21 ott 2010 19:01
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Maria Antonietta Ricci il
3 nov 2010 14:34
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Stefania Berutti il
5 nov 2010 19:52
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Maria Antonietta Ricci il
10 nov 2010 09:09
Esposizione ampia e ricca di particolari, è un ottimo ausilio per docenti e studenti da utilizzare prima, durante e dopo le visite.
I miei complimenti, sia per la nascita che per la formazione del Museo di Firenze.
Non ho visto nessun ritratto di Giuseppe Nizzoli, ( Console Austriaco ).
Sono sempre alla ricerca della Biografia certa del Nizzoli, di cui sopra : in caso
positivo, possedete maggiori informazioni del Diplomatico, Vi sarei molto grato
se mi rispondeste. Ancora grazie, con viva cordialità.
Elio Nizzoli
DARIS S., Giuseppe Nizzoli. Un impiegato consolare austriaco nel levante agli albori dell’Egittologia, Graus Editore, Napoli 2005.
Articolo davvero interessante.E’ possibile conoscerne le fonti bibliografiche? Vorrei sapere se anche la sezione egizia subì danni nell’alluvione del 1966.
Cordialmente,
Maria Antonietta Ricci
Grazie mille per l’apprezzamento, la sezione del MEF è ancora in fase di aggiornamento e questo è solo un primo articolo, compilato in gran parte sulla base delle schede redatte dalla Dott.ssa Maria Cristina Guidotti, Direttrice del Museo Egizio di Firenze. In ogni caso possiamo segnalare alcune pubblicazioni (anche se datate), come:
AA.VV., Scritti dedicati alla memoria di Ippolito Rosellini nel primo centenario della morte (4 giugno 1943),Firenze 1945
AA.VV., Il Nilo sui Lungarni, Pisa 1982
Per quanto riguarda le notizie sui reperti alluvionati, non esiste a tutt’oggi un elenco ufficiale di tutti gli oggetti coinvolti nell’Alluvione del 1966, tuttavia è certo che i danni maggiori furono subiti dal Museo Topografico d’Etruria, allestito al piano terra del Palazzo della Crocetta, e dall’Archivio Fotografico (anch’esso al piano terra), mentre le sale dell’Egizio sono sempre state quelle del primo piano.
La ringrazio per la Sua disponibilità e sollecitudine e Le rinnovo i miei complimenti.
Cordiali Saluti
Maria Antonietta Ricci
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