Storia della produzione ceramica greca

giugno 10, 2010 scritto da Redazione
Archiviato in: MANF, MANF - Approfondimenti 

Il IV secolo: esaurimento della produzione (400-325 a.C.)

Dopo il 400 a.C. la crisi delle botteghe ceramografiche attiche, già evidente, sembra pericolosamente acutizzarsi. Mentre l’influsso del manierismo midiaco si fa prepotente e pervasivo e i ceramografi ripetono stereotipicamente il loro usuale repertorio decorativo o figurativo -e nonostante la sperimentazione di nuove tecniche (i vasi decorati da figure in rilievo di Xenòphantos)- la produzione di ceramica attica conosce un sensibile calo che ha i suoi riflessi e le sue cause nella rapida contrazione delle esportazioni. Dalla fine del V sec. a.C. ceramografi attici immigrati nelle colonie magnogreche determinano l’avvio della produzione di ceramiche àpule, che fiorisce soprattutto nel corso del IV sec. a.C. costringendo Atene alla ricerca di nuovi mercati.

La ceramica di Kertch

Nascono, così, le classi di ceramica di Kertch, prodotte appositamente per l’esportazione in Crimea e nelle colonie greche del Mar Nero. Si tratta di vasi, soprattutto crateri e hydrìai, riccamente decorati, dalla vivace policromia affidata soprattutto a ritocchi in bianco. L’influsso dello scultore Prassitele è evidente nella frequenza di tipi femminili flessuosi e aggraziati che, del resto, proseguono la tradizione del manierismo midìaco. La scelta dei soggetti, a parte la scontata predilezione per il mondo di Dioniso e Afrodite, risente spesso della particolare committenza. Sono frequenti scene di lotta fra grifi e arimaspi, un mito popolare nelle città greche del Mar Nero, un mito ambientato, del resto, nelle sconfinate steppe del gelido Nord. La fortuna della ceramica di Kertch nei mercati del Mar Nero non eviterà, tuttavia, il collasso generale della produzione di ceramiche figurate, che si esaurisce subito dopo la metà del IV sec. a.C. Atene continuerà a produrre la più economica ma assai diffusa ceramica a vernice nera.

BIBLIOGRAFIA GENERALE DI RIFERIMENTO

Ceramica geometrica: J.N. COLDSTREAM, Greek Geometric Pottery, London 1968
Ceramica protoattica: E.T.H. BRANN, The Athenian Agora VIII, Late Geometric and Protoattic Pottery, Princeton 1962
Ceramica attica:
1) COMMERCIO E ORGANIZZAZIONE DELLE OFFICINE:
J.D. BEAZLEY, “Potter and Painter in Ancient Athens” in Proceedings of the British Academy XXX, London 1944, pp. 5-43
T.B.L. WEBSTER, Potter and Patron in Classical Athens, London 1972
J. BOARDMAN, I Greci sui mari, Firenze 1986
2) LE FIGURE NERE:
J.D. BEAZLEY, The Development of Attic Black-Figure, Berkeley-Los Angeles 1951
B. COHEN, Attic Bilingual Vases and Their Painters, New York-London 1978
D. VON BOTHMER, The Amasis Painter and His World, Malibu 1985
J. BOARDMAN, Vasi ateniesi a figure nere, Milano 1990
3) LE FIGURE ROSSE:
J. HOPPIN, Euthymides and His Fellows, Cambridge Mass. 1917
K. SCHEFOLD, Untersuchungen zu den kertscher Vasen, Berlin-Leipzig 1934
N. ALFIERI; P.E. ARIAS; M. HIRMER, Spina, Firenze 1958
J. BOARDMAN, Vasi ateniesi a figure rosse. Periodo arcaico, Milano 1992
AA.VV., Euphronios, pittore ad Atene nel VI secolo a.C., Milano 1991
4) IL FONDO BIANCO:
J.R. MERTENS, Attic White-Ground. Its Development on Shapes other than Lekythoi, New York-London 1977
D.C. KURTZ, Athenian White Lekythoi, Oxford 1975
Per quanto concerne le personalità dei ceramografi attici nominati nella presente scheda si consiglia di consultare le voci relative dell’ Enciclopedia dell’Arte Antica.

Pagine: 1 2 3 4 5

Commenti

Lascia un commento: