I cortili interni
L’opera di Luigi Adriano Milani si divide tra l’acquisto di materiale per allestire le sale del Museo Archeologico e l’organizzazione di scavi urbani nel centro storico di Firenze.
I reperti vengono ovviamente ospitati nel Museo e Milani li colloca tra il giardino e le sale della sezione topografica, secondo i principi da lui seguiti per la sistemazione dei materiali provenienti da contesti di scavo.
Oggi la maggior parte di quei frammenti di iscrizioni, colonne e monumenti è assemblata in “tempietti” allocati nei cortili interni del Palazzo della Crocetta; altri materiali provenienti dagli scavi ottocenteschi, nonché interessanti plastici ricostruttivi della fondazione romana e delle evoluzioni urbanistiche della città nel corso dei secoli, sono esposti nel prezioso museo “Firenze com’era” in via dell’Oriuolo.
Tra i materiali dei cortili del Museo Archeologico sono tornati alla ribalta della cronaca alcuni fusti di colonne tortili e frammenti di iscrizioni provenienti dalla zona di Piazza S. Firenze, presso il Tribunale. Questi reperti sono stati in parte ricomposti con i risultati degli scavi di emergenza svolti nel 2008: dalle ricerche d’archivio nelle documentazioni degli scavi sette- e ottocenteschi, appare chiaro che si tratta delle vestigia del tempio di Iside di II sec. d.C. e si attendono gli sviluppi di ulteriori interventi che chiariscano la topografia della Firenze romana.
I cortili non sono visitabili; solo in alcune ricorrenze, come la festa di S. Reparata (7 ottobre), sono organizzate visite guidate.

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