LA CIVILTA’ DELL’ANTICO EGITTO ATTRAVERSO
GLI OGGETTI DEL MUSEO EGIZIO DI FIRENZE
INTRODUZIONE (Diapositive 1 – 6)
Il Museo Egizio di Firenze si colloca in Italia al secondo posto per ricchezza di materiali (più di
14.000 reperti), dopo il Museo Egizio di Torino. Attualmente è in corso un progetto di ristrutturazione
e riordinamento che prevede la destinazione di tutte le sale del primo piano del Museo Archeologico al
Museo Egizio (che ora occupa l’ingresso e 8 sale) ed un ordinamento cronologico e, per quanto possibile, topografico dei materiali.
Storia del Museo Egizio di Firenze
Un primo nucleo di antichità egiziane era presente a Firenze già nel ‘700 nelle collezioni medicee:
ad incrementarlo dette un grande contributo il Granduca Leopoldo II, che nel 1824 acquistò la collezione Nizzoli e nel 1828 promosse la Spedizione Franco-Toscana in Egitto, diretta da Jean François
Champollion e da Ippolito Rosellini.
Ippolito Rosellini, il padre dell’egittologia italiana, nacque a Pisa il 13 agosto 1800. Insegnante
di ebraico e arabo all’Università della città natale, nel 1825 conobbe il francese Champollion, ormai
famoso per la sua decifrazione dei geroglifici (1822). Una profonda e fraterna amicizia li legò subito
e Rosellini divenne il fedele discepolo dell’egittologo francese: insieme progettarono una spedizione
scientifica in Egitto per approfondire lo studio dei geroglifici e raccogliere documenti sulla civiltà
egizia. Carlo X re di Francia e Leopoldo II Granduca di Toscana finanziarono la spedizione, che partì
il 31 luglio 1828 e tornò il 27 novembre 1829; le due missioni, francese e toscana, viaggiarono e
operarono insieme, con lo Champollion come direttore generale e scientifico.
Il quadro (diap.1) conservato in cima allo scalone dell’ingresso del Museo Archeologico fu
dipinto dal pittore Giuseppe Angelelli al ritorno dal viaggio in Egitto. Da sinistra a destra si
possono riconoscere i vari membri delle due
missioni:
1-Lehoux (?) (disegnatore)
2-Alessandro Ricci (medico senese e
disegnatore. Una sua personale collezione fu venduta al Granduca per il
Museo Egizio poco prima della morte,
causata dalla puntura di uno scorpione
subita in Egitto).
3-Nestor l’Hôte (disegnatore)
4-un “Dragomanno”
5-Giuseppe Angelelli (disegnatore)
6-Bertin (disegnatore)
7-Giuseppe Raddi (naturalista); 8-Alessandro Duchesne (disegnatore); 9-Ippolito Rosellini; 10-Jean
François Champollion; 11-Gaetano Rosellini (ingegnere e architetto, zio di Ippolito); 12-un capo degli scavatori; 13-uno “Sheik”.
I numerosi oggetti raccolti durante il viaggio furono equamente suddivisi al ritorno tra Parigi e
Firenze. Purtroppo Champollion morì prematuramente nel 1832, lasciando a Rosellini da solo l’enorme impegno di pubblicare i risultati della spedizione (“I Monumenti dell’Egitto e della Nubia” in 9
volumi), cui l’egittologo pisano si dedicò fino alla morte (Pisa, 4 giugno 1843).
Nel 1855 la collezione egizia fu trasportata dall’ex convento di S.Caterina all’ex convento di
S.Onofrio, e infine, nel 1881 nell’attuale sede. Il trasferimento fu seguito dall’allora direttore del
Museo Egizio Ernesto Schiaparelli, che con i suoi viaggi in Egitto negli anni 1884-1885 e 1891-1892
dette un altro grande incremento ai materiali egiziani. In seguito Schiaparelli passò a dirigere il Museo
Egizio di Torino, e il Museo di Firenze ebbe un periodo di stasi.
Le ultime acquisizioni di una certa importanza sono costituite dal materiale riportato dalle campagne di scavo effettuate dall’Istituto Papirologico Fiorentino negli anni 1934-1937.
QUADRO CRONOLOGICO
PREISTORIA Paleolitico 2.000.000 ca. a.C.
Neolitico 7.500 ca. a.C.
Eneolitico 4.000 ca. a.C. (Naqada I e II)
EPOCA TINITA (PROTOSTORIA) I dinastia 3000 ca. a.C. (Narmer e unificazione dell’Egitto)
II dinastia 2.800 ca. a.C.
ANTICO REGNO III dinastia 2.660 ca. a.C. (Gioser e la piramide a gradini,
capitale a Menfi)
IV dinastia 2.600 ca. a.C. (Cheope, Chefren e Mikerino, le tre
piramidi di Giza)
V dinastia 2.480 ca. a.C. (Unas)
VI dinastia 2.330 ca. a.C. (Teti, Pepi I e II)
PRIMO PERIODO INTERMEDIO VII-VIII dinastia 2.180 ca. a.C.
IX-X dinastia 2.140 ca. a.C.
MEDIO REGNO XI dinastia 2.040 ca. a.C. (Montuhotep)
XII dinastia 1.990 ca. a.C. (Amenemhet I-IV, Sesostri I-III,
piramidi nell’oasi del Fayum)
SECONDO PERIODO INTERMEDIO XIII-XIV dinastia 1.780 ca. a.C.
XV-XVI-XVII dinastia 1.660 ca. a.C. (dominazione degli
Hyksos)
NUOVO REGNO XVIII dinastia 1.552 a.C. (Amenofi I-III, Tutmosi I-IV,
Hatscepsut, Ekhnaton faraone dell’eresia, Tutankamon,
Horemheb. Capitale a Tebe)
XIX dinastia 1.306 a.C. (Sethi I, Ramses II)
XX dinastia 1.186 a.C. (Ramses III-XI)
TERZO PERIODO INTERMEDIO XXI dinastia Tanita 1.070 a.C. (capitale a Tanis)
XXII dinastia Bubastita 945 a.C. (capitale a Bubasti, Sheshonq
I-V, Osorkon I-II)
XXIII dinastia 808 a.C.
XXIV dinastia 725 a.C. (Boccori)
EPOCA TARDA XXV dinastia Etiope 713 a.C. (Taharqa)
XXVI dinastia Saita 664 a.C. (capitale a Sais, Psammetico I-
III, Amasi)
XXVII dinastia Persiana 525 a.C. (conquista persiana,
Cambise, Serse)
XXVIII dinastia 404 a.C. (liberazione dai persiani, Amirteo)
La civiltà dell’antico Egitto… 3
XXIX dinastia Mendesiana 399 a.C.
XXX dinastia 380 a.C. (Nectanebo I-II)
Seconda Dominazione Persiana 343 a.C. (Alessandro Magno)
EPOCA GRECO-ROMANA Lagidi 305 a.C. (Tolomei, Cleopatra)
Dominazione Romana 30 a.C. (Augusto e i vari imperatori
romani)
EPOCA COPTA 313 d.C. (Editto di Costantino, cristianesimo)
CONQUISTA ARABA 640 d.C. (L’Egitto diventa islamico)
Preistoria
Le prime tracce della presenza umana in Egitto (Paleolitico Inferiore) sono state trovate recentemente nella regione montuosa di Tebe, in sedimenti formati da detriti di origine fluviale: si tratta di
strumenti di selce lavorati con pochi tagli sommari e rudimentali e di un dente umano fossilizzato, che
risalgono a circa due milioni di anni fa.
Nel corso dei millenni l’uomo primitivo egizio progredì nella lavorazione della selce, attraversando trasformazioni climatiche (avanzata del deserto) e invasioni di popolazioni straniere. Intorno al
7000 a.C. inizia il passaggio all’epoca neolitica, cioè alla vita sedentaria, basata sull’agricoltura e
l’allevamento del bestiame, con la comparsa della tessitura e la fabbricazione della ceramica.
Con il 4000 circa a.C. compare in Egitto il metallo, cioè il rame, e si ha così una nuova epoca,
caratterizzata dalla civiltà che porterà dopo oltre 1000 anni alla formazione dell’Egitto faraonico: la
civiltà di Naqada (dal nome di una località dell’Alto Egitto).
Fra gli oggetti che ci sono arrivati dalla civiltà di Naqada, numerosi sono gli esemplari di
ceramica, che presenta una decorazione di eccezionale livello tecnico e artistico: famosi sono i vasi
rossi lucidati con il bordo nero dai riflessi metallici (diap.2). Durante il primo periodo della civiltà
naqadiana (4000-3500 a.C.), è presente anche un tipo di ceramica rossa con decorazione bianca o
giallastra, prevalentemente geometrica (diap.3), mentre caratteristici del secondo periodo di Naqada
(3500-3000 a.C.) sono i vasi di colore giallastro con decorazione rossa (diap.4); la decorazione può
essere di tipo geometrico o presentare alcune figure ricorrenti: piante, barche con remi e vele, struzzi.
Con il nome “tavolozze da belletto” vengono chiamate delle lastre di scisto su cui sono state
trovate tracce di polvere colorata, usata appunto come belletto; per la maggior parte di queste lastre
però l’uso è dubbio e forse sono piuttosto da considerarsi dei grandi ciondoli funerari (è presente
infatti un foro di sospensione). Le tavolozze mostrano varie forme: le più semplici sono di tipo geometrico, cioè romboidali o rettangolari, altre sono a forma di animale, come il pesce (diap.5), uccelli,
tartarughe, ecc.
Soltanto poche statuette, tutte di provenienza funeraria, ci sono rimaste dell’epoca naqadiana:
si tratta di uomini barbati schematizzati, di solito in avorio o pietra, o di statuette in terracotta dipinta
raffiguranti delle danzatrici

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