Arcangelo Michele Migliarini (Roma, 25 dicembre 1779 – Firenze 14 settembre 1865). Studioso di antiquaria e arte antica. Negli anni giovanili lavora nello studio del Canova, riproducendo le opere a disegno per le incisioni. Studioso di antichità, comincia presto a viaggiare: nel 1808 a Firenze incontra Luigi Lanzi, che aveva da poco pubblicato un imponente lavoro sulla lingua etrusca. Nel 1810 parte per l’Europa e nel 1812 è in Russia da dove visita la Persia. A Pietroburgo si guadagna da vivere come pittore e diventa ben presto un importante consulente d’arte per gli acquisti antiquari degli Zar Alessandro e Nicola. In seguito all’incendio di Mosca perde tutti i beni e nel 1820 è costretto a rientrare in patria, insieme alla moglie e al figlio. Al suo rientro in Italia egli è professore di storia dell’arte – l’aveva insegnata all’Accademia di Pietroburgo – e inoltre è profondo conoscitore di lingue antiche e moderne (latino, greco, ebraico, copto, turco, persiano, etiopico, francese, inglese e, naturalmente, russo). Può vantare profonde conoscenze di archeologia (all’epoca intesa come antiquaria) e altre non superficiali di scienze naturali. Dopo un soggiorno a Roma si stabilisce a Firenze come bibliotecario presso il conte russo Boutourlin, conosciuto a Pietroburgo. nel 1823 è nominato Accademico Professore di pittura dell’Accademia di Belle Arti. Collaborando al Gabinetto Viesseux, Migliarini conosce l’abate Zannoni, successore del Lanzi come antiquario Regio delle Gallerie degli Uffizi. Dopo la morte del conte Boutourlin è nominato dal Granduca Leopoldo II Conservatore dei Monumenti egiziani in Santa Caterina (1832). In quello stesso anno muore Zannoni e il Granduca chiama Migliarini a sostituirlo in via provvisoria. Nel 1841 è nominato ufficialmente Conservatore delle Antichità. In trenta anni il Migliarini compie il lavoro di ordinamento e catalogazione: alcuni suoi volumi sono consultati ancora oggi. Nel frattempo continua a occuparsi di docenza, nel 1859 assume la cattedra di Archeologia presso l’Istituto di Studi Superiori, ma l’anno successivo lascia perché le lezioni non sono abbastanza frequentate. Alla sua morte nel 1865 lascia accresciute e ordinate le collezioni che gli erano state affidate.

Riferimento bibliografico: Nora Nieri, Arcangelo Michele Migliarini. I suoi tempi, i suoi amici, in Atene Roma, anno X, fasc. 1-2, 1929.

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