Il termine, letteralmente “gli uccisori del tiranno”, identifica Harmòdios e Aristogèiton, due aristocratici di Atene che nel 514 a.C. assassinarono il tiranno Ipparco, figlio di Pisìstrato. Harmòdios fu ucciso sul luogo stesso del fatto, Aristogèiton venne prima torturato per ordine di Ippia, fratello di Ipparco, sfuggito all’attentato. Dopo la cacciata di costui nel 510 a.C., fu collocato nell’agorà di Atene un gruppo bronzeo raffigurante i Tirannicidi, eseguito dallo scultore Antènor. Rubata dai Persiani durante il sacco di Atene nel 480 a.C., l’opera fu sostituita nel 477 a.C. da un nuovo gruppo, realizzato da Krìtios e Nesiòtes. I tirannicidi divennero simbolo della libertà democratica attica e le loro statue esercitarono un notevolissimo influsso nelle arti figurative; oggi, ad esempio, si può ammirare nel Museo Archeologico di Napoli la celebre copia in marmo di età romana.

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