Statista ateniese di famiglia aristocratica, si distinse nella guerra contro Mègara (verso il 565 a.C.) e appoggiandosi alle classi inferiori della città, nel 561 a.C. si fece tiranno di Atene. Durante il suo governo fu espulso due volte; alla sua morte (527 a.C.) gli successero i figli Ippia e Ipparco. Pisistrato incoraggiò i coltivatori di terre sterili concedendo prestiti, e favorì il pieno impiego nelle campagne; promosse un impegnativo programma edilizio (di particolare importanza le opere che migliorarono l’approvvigionamento idrico di Atene), l’artigianato e i traffici commerciali (la moneta attica divenne fra le più diffuse e la ceramica attica a figure nere acquistò una posizione di primato nel mondo greco); in ambito religioso, sono attribuite alla sua iniziativa la riorganizzazione delle Panatenee e le Grandi Dionisie. Durante questa festa in onore di Dioniso, secondo la tradizione fu rappresentata da Tespi, probabilmente nel 535 a.C., la “prima” tragedia. La sua figura viene associata a quella di Eracle soprattutto per ciò che riportano le fonti in merito ad uno dei suoi rientri ad Atene: per suggestionare l’opinione pubblica e presentarsi come “caro agli dèi” Pisistrato chiese ad una donna trace, di aspetto imponente, di salire su di un carro e portarlo dentro la città come Atena che, nella tradizione iconografica, guida il carro che conduce Eracle nell’Olimpo.

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